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San Francesco

La chiesetta di San Francesco ha la caratteristica  di chiesa di colmello e una tradizione collaudata di devozione anche per la tenacia con cui gli abitanti della zona hanno sentito e sentono la loro appartenenza al luogo. Restaurata di recente e arricchita di un campanile quadrangolare in pietra. Vi si celebra una delle tre sagre paesane.

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Informazioni

All’ingresso di Masiere, con la facciata rivolta verso sud, è la Chiesetta di San Francesco, una delle più ampie del paese, pur sempre con le caratteristiche di chiesetta di colmello. È in ottima posizione, ha una tradizione collaudata di devozione, anche per la tenacia con cui gli abitanti della zona hanno sentito e sentono la loro appartenenza al luogo. Questo spiega perché essa sia stata recentemente restaurata con proprietà, arricchita di un campanile quadrangolare in pietra squadrata, dotato di due campane. Vi si celebra ancora una delle tre sagre paesane, alla riuscita della quale collaborano con entusiasmo tutti gli abitanti della zona, che cercano di variare ogni anno il programma degli intrattenimenti e di quanto viene messo a disposizione. Se il tempo e favorevole, il successo di pubblico è sempre assicurato, come pure l’affluenza alle funzioni religiose , che vi si celebrano. La facciata è semplice, con bel portale in pietra viva, due finestre, un occhio con cornice rilevata, timpano classico. L’interno è un vano rettangolare semplice, con tetto sorretto da travetti su cui poggiano le tavelle; il pavimento è in cotto rustico con corsia centrale in pietra di Possagno bocciardata. All’ingresso vi è una piletta a tazza su piedistallo ottagonale. Notevole l’altare ligneo al di là di un arco che delimita la zona presbiteriale, dietro cui vi è una piccola sacrestia. Sopra l’altare è collocata una tela entro una cornice lignea elaborata, di gusto settecentesco, con colonne ioniche ai lati e timpano triangolare con gli spioventi spezzati al centro. La tela raffigura la Madonna con il Bambino, che sgambetta vivacemente, paffutello e dal bel volto, in atto di consegnare il Rosario a S. Domenico, ai cui piedi vi è il cane con la fiaccola che incendia il mondo (secondo il sogno avuto dalla madre prima di darlo alla luce); dall’altra parte è San Francesco; lo sfondo è dato da una architettura appena visibile e da un paesaggio di colline e acque. Il tabernacolo è un gioiellino tripartito, con due nicchie laterali e la porticina vera e propria, in legno dipinto. La piccola pittura è un quadretto delizioso per vivacità di gesti e gusto del colore, San Francesco ha in mano il Bambinello; è chinato su di lui e lo guarda teneramente sorridendo, quasi in gesto di porgerlo a qualcuno (Natale di Greccio?); di fianco è un’altra immagine di santo con cotta, libro e crocifisso. Nell’insieme l’altare e il tabernacolo sono un lavoro di buona fattura artigianale e i dipinti di valore apprezzabile.

La Chiesa di San Francesco (proprietà parrocchiale, culto pubblico) alle Masiere (contitolari: la Vergine di Pompei o del Rosario e San Domenico di Guzman): l’oratorio risale probabilmente a prima del secolo XVI (la prima data certa: 1640, definita “cappella campestre” di proprietà della famiglia Rover che probabilmente lo aveva edificato dopo aver ceduto Santa Giustina alla chiesa di San Teonisto); 1569, Paris Bordone (TV 1500-VE 1571) dipinse “per la chiesa di San Francesco la nascita del Salvatore e vi ritrasse lo stesso cavaliere (Rover) e la signora Ottavia” (Bernardi), la tela attuale di ignoto è del 1754 e raffigura i due santi contitolari; 1776, nella visita pastorale si ricorda un obbligo di celebrare 24 messe annue, forse per le anime del terz’ordine francescano. 1872, è degli eredi dei deff. fratelli Rover di Antonio e del fu Francesco Rover, q.m. Francesco. 25-6-1904: “de novo restauratum et in elegantiorem forman restitutum”, “l’Oratorio delle Masiere benedetto solennemente il 6 agosto 1904, inaugurato la domenica 7 agosto 1904, I° anniversario della elezione del Santo Padre Pio X e ingresso solenne di mons. Andrea Giacinto Longhin vescovo di Treviso”; il restauro al sacello era avvenuto “per concordia di popolo: era vecchio screpolato, l’ara il tempo aveva distrutto”. 1905, è aggiunto il culto alla Madonna del rosario. 1915, Agnoletto dice: “il, proprietario cedette il fondo e adiacenze colla clausola che l’oratorio resti a beneficio pubblico”. 1982, lavori di ristrutturazione alla chiesa; edificato (Vardanega Marcello “Miet”) il campanile (tolta la campanella precedente), con contributi della contrada (grazie alla sagra di ottobre) e della Cementi Piave. Nella chiesa, prezioso è il tabernacolo ligneo dipinto, l’immagine del Sacro Cuore e due opere di Virago, sul timpano esterno bassorilievo tondo con l’effige di San Francesco, di Siro Serafin. Culto a San Francesco 1360, il primo convento francescano nella nostra zona (Asolo, S. Angelo); sempre ad Asolo fu fiorente il convento francescano di San Gerolamo o dei Riformati (1540-1808): ad esso affluirono anche molti confratelli dei nostri paesi.

San Francesco
STRUTTURA ARCHITETTONICA MATERIALE DI COSTRUZIONE STATO DI CONSERVAZIONE
Pianta rettangolare. Copertura a due falde, a coppi. Facciata con portale e finestre laterali. Una apertura circolare sopra il portone. L’altare su abside. Campanile di costruzione recente (1987) inserito nella struttura. Pietra viva del Grappa con intonaco recente. Pavimento in mattonelle di cotto. Soffitto con travature in legno e soprastanti tavelle. Tondo terracotta nel timpano. Contorno portale in pietra. Buono. Tracce di umidità nell’intonaco esterno.
ANALISI DELLE SINGOLE OPERE
SOGGETTO DIMENSIONI E MATERIALI STATO DI CONSERVAZIONE CAUSE DEL DEGRADO GIUDIZIO ARTISTICO
1 Altare ligneo dipinto ad imitazione di marmo policromo, incastrato nell’abside 180x94 cm. - Legno. Gradini in pietra. Buono - Non rilevante
2 Tabernacolo con porticina dipinta San Francesco 60x70x20 cm. - Legno Buono ma con presenza di tarli - Buono
3 Acquasantiera Pietra – Catinella su colonnina ottagonale Abbastanza buono con restauro improprio Scheggiature Discreto
4 Pala sopra l’altare Madonna e Bambino con santi 95x140 cm. - Olio su tela su cornice lignea con supporto di colonnine e timpano aperto Discreto, con fori; frammenti staccati a scaglie; deposito polveri Distacco del colore e tarme Non rilevante

Testo interamente tratto da: “Religiosità a Possagno” A cura dell’Assessorato alla cultura del Comune di Possagno, Edizioni Tipografia Melchiorri, Crespano del Grappa aprile 1994.

Indirizzo

Contrada Masiere, 31054 Possagno TV

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