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San Rocco

La chiesetta di San Rocco con i locali annessi e il parco sono da sempre un luogo caro per tradizioni religiose e civiche alla comunità di Possagno. Nel 1630 i possagnesi fanno un voto di erigere una chiesa in questo luogo se il paese sarà salvato dalla peste. Dei tre altari della chiesa il principale è dedicato a S. Rocco, protettore contro la peste, gli altri due: uno a S. Michele patrono dei lavoratori delle fornaci, l’altro a San Giuseppe.

Informazioni

San Rocco, collocato a metà costa sulla collina, collegato al paese da una strada asfaltata, ma raggiungibile anche a piedi per una ripida scalinata fiancheggiata dalla monumentale Via Crucis, è certamente isolato, ma in evidenza; inoltre le case di abitazione che sono vicine alla Chiesa e l’osteria, anche se chiusa, indicano chiaramente la presenza continua degli uomini; i rumori delle automobili e dei trattori, che passano con buona frequenza, tolgono un po’ il raccoglimento. Per gustarlo bisogna scegliersi il posto o davanti alla Chiesa, sotto i secolari cipressi, o al riparo della grotta di Lourdes. Ad ogni modo, esso è da sempre un luogo caro per tradizioni religiose e civiche alla comunità di Possagno, anche perché accanto alla Chiesa ci sono degli edifici civili che hanno avuto uso e destinazione diversa (abitazione, colonia, ritiri spirituali…) un tempo affidati alla cura degli ex – combattenti e delle Associazioni d’arma, come dice un cartello all’ingresso del piccolo parco, dal 2022, una convenzione firmata tra comune e Pro Loco Possagno, affida la cura e la gestione alla Pro Loco stessa. L’edificio principale è, naturalmente la Chiesetta ottagonale di cui all’esterno sono visibili tre lati (gli altri sono incorporati negli edifici civili). Il portale è costituito da stipiti monolitici con architrave fiancheggiato, due finestre rettangolari nella zona inferiore, in alto finestre semicircolari; gli angoli sono nascosti da due robusti pilastri. Ai lati della porta due pilette a tazza; addossati ai muri due sedili in pietra; altri due, piuttosto mal ridotti, sono appoggiati ai cipressi che formano un piccolo ma sereno viale nel prato antistante, delimitato verso valle da un muretto in pietra ad andamento circolare; al prato si accede per una gradinata, che sale dall’ultimo capitello della Via Crucis. Dal prato stesso, lateralmente al campanile, un’altra scalinata conduce allo spiazzo, in fondo al quale è la grotta della Madonna di Lourdes, con le due statue della Vergine e di Bernardetta, inginocchiata davanti, entro una cavità ricavata con sassi collocati irregolarmente. Accanto alla Chiesa vi è la torre campanaria, quadrata; il suono di una delle campane apre e chiude la giornata del paese ed è familiare per quanti hanno l’orecchio pronto per ascoltare. Sopra la porta del campanile una scritta ricorda la sua erezione 1855 ad opera di don Urbano Canova, in occasione del “choleroso morbo”. L’interno della chiesa, ottagonale ,ha tre ampie nicchie, incavate alternativamente entro i muri perimetrali; su altri due lati sono due porte laterali, di cui una cieca, con stipiti in pietra, come la porta principale e due finestre rettangolari; le altre finestre sono semicircolari. Gli angoli sono evidenziali da lesene tuscaniche doriche, concave, in marmorino, con basamento in pietra scalpellata. Dei tre altari, il principale è dedicato a S. Rocco, protettore contro la peste; gli altri due a S. Michele, patrono dei lavoratori delle fornaci, e a S. Giuseppe; le statue dei santi sono collocate su alta base, in modo da essere in evidenza. L’altare maggiore è in biancone del Grappa, con mensa retta da due pilastrini rettangolari; sotto la mensa è un bassorilievo con la Sacra Famiglia; il tabernacolo è collocato entro una edicola. Sui muri a fianco dell’altare sono due nicchiette profilate da eleganti cornici con statuine devozionali del S. Cuore e della Madonna. Sopra la porta centrale una stele rettangolare con cimasa curvilinea ha in bassorilievo i ritratti dei nonni di Antonio Canova, su una base recante la scritta: Sacrum memoriae dulcissimae avorum Antonii Canovae/Dominicus Manera eorum nepos/F. Romae MDCCCX; i ritratti sono entro un tondo con sopra la scritta: “Pasinus et Catherina Canova”, e sotto: ”Coniuges”. San Rocco è il luogo in cui si ritrova e si riconosce la comunità di Possagno, che, nel nome di una appartenenza al paese, riunisce idealmente chi è rimasto e chi è partito per terre lontane e si è portato nel cuore la memoria di questa chiesa e il suono argentino delle sue campane, le classi di coloro che diventano maggiorenni e quelle che celebrano in festa gli anni che passano e ricordano i coetanei che più non sono in questa terra. A conclusione di questa visita , credo sia necessaria una capatina ad un monumento situato un po' più in su, che sta andando, ed è un peccato, in rovina, dimenticato praticamente da tutti, coperto di rovi, arbusti e erba di ogni genere e, dicono, anche frequentato dalle vipere che si appiattano tra le fessure delle pietre che formano i gradoni della rampa: è il Buon Pastore, che porta la pecorella smarrita, cioè tutti noi, sulle sue spalle misericordiose.

San Rocco di Tours, nobile provenzale (1295-1327). Secondo la leggenda, donò i suoi beni ai poveri e andò pellegrino in Italia. Durante la sua assistenza agli appestati di Acquapendente acquistò fama di taumaturgo. Restò famoso il suo cane fedele che lo rifocillò durante la malattia. San Rocco è tra i santi più venerati a Possagno. La valle di San Rocco detta anche Val granda (nel 500) o valle della Chiesa (si intende di San Teonisto), divise per secoli in due il paese di Possagno. Sul colle (m.421) di San Rocco in Possagno sorge la chiesa di San Rocco (dal 1695); all’interno: palliotto con sacra Famiglia, di Siro Serafin, due statue in gesso di Gesù e Maria, nelle nicchie; statua di San Rocco col cane, opera lignea; San Giuseppe con bambino Gesù in pietra; San Michele e il dragone; teche con le reliquie dei martiri: S. Vincens, S.Ieli, S. Luty, S. Valentino. Tra i materiali domina la pietra locale, nei gradini, negli stipiti, negli architravi, ecc.; lapide Pasino e Caterina Manera, 1810. 1630, i possagnesi guidati da don Piero Crestoni, fanno voto di erigere una chiesa alla Madonna, a San Rocco e a San Sebastiano se il paese sarà salvato dalla peste: 1634, sorge un primo altare (e forse sorge anche un cimitero intorno); 1690, si sta lavorando per la chiesa che si deve erigere per San Sebastiano, che si conclude nel 1895; 1741, eretta la strada, i 14 capitelli della via crucis e piantati da (da Michel Bastasin) i cipressi; a cura dei fratelli preti Giorgio e Cristoforo Salvoldelli di Venezia sono costruiti i locali a mattina, annessi alla chiesa, in cambio dell’ospitalità che il parroco Domenico Moreschi (Fiera di Treviso 1680? – Possagno 1749) concedeva loro annualmente; sono costruite negli stessi anni anche le stanze dietro la chiesa ad uso del custode (tra l’altro Michel Bastasin, custode, è trovato qui ucciso da mano ignota nel 1775); 1776 vi è un eremita; 1793, restaurata la chiesa; 1855, una lapide ricorda l’edificazione del campanile di San Rocco, come voto ai tempi del “choleroso contagio”; 1857, costruito il ponte di San Rocco (337 possagnesi dedicano offerte e volontariato, inoltre i “fornasieri” danno la calce e i tagliapietra squadrano le pietre; Vardanega Giovanni è capomastro muratore); 1873, Segusini progetta i capitelli di San Rocco, su incarico di Da Col, vennero incaricati i migliori tagliapietra e scalpellini: Tonin Pasino, Nani Giuseppe. Erano ispettori dei lavori: Pietro Pastega e Bortolo Prosdocimo; il capomastro: Giovanni Vardanega di Francesco. Inoltre Angelo Fantuzzo era arruolatore generale delle opere (cui si riferiscono gli arruolatori delle singole contrade). E’ scelta la pietra del Muschiè; 1872 Da Col afferma che la Fabbriceria provvede alla chiesa di San Rocco; 1884/86, lavori di restauro alla chiesa; sono piantati altri cipressi; 1905, spesi lire 1038,93 per San Rocco (candelabri, banchi, muratori); 1905, Pio X dona alla Parrocchia di Possagno la via Crucis (“concorreva ai lavori il popolo pienamente grato”); 1938, eretto il Monumento del Buon Pastore a completamento del colle di S. Rocco; 1972, fu installato il carillon nel campanile (a cura di don Zamprogna); Nel 1980, le campane della chiesa di San Rocco suonano per venti occasioni; a più riprese vengono svolti restauri ai fabbricati di San Rocco, a cura dell’associazione combattenti di Possagno; 1993, restaurata chiesa e fabbricato; dal 2005 al 2019 con il ricavato della festa di Pasquetta organizzata da tutte le associazioni del Paese assieme: restaurato il tetto della chiesa, sostituite grondaie e pluviali, ritinteggiato l’interno della chiesetta e sostituiti tutti i balconi dello stabile. Poesie su San Rocco di padre Guido Cognolato (Giorno del Sole 2/15), di Guglielmo Vardanega (Giorno del Sole 2/22), di Alessandro Vardanega (in “Possagno”). La scuola di San Rocco raccoglie offerte per i suffragi ai defunti devoti al santo.

La Via Crucis, allo stato attuale è stata collocata nel 1905 ed è un dono di Pio X, che al paese fu affezionato, in quanto il nipote ne era parroco. E’ una Via Crucis monumentale, realizzata con pannelli in gesso con fondo a finto mosaico. I capitelli hanno una architettura sobria e robusta, con solido zoccolo in pietra, la struttura muraria dell’edicola semplice e rustica, il timpano in pietra, furono restaurati nel 1964-5 e i gessi nel 1994 (contributo della Comunità montana del Grappa); la strada è rifatta e trasformata in scalinata nel 1990-94, su iniziativa dei coniugi californiani Iris Vardanega (Mama) e sr. Roland Arthur (a ricordo degli emigrati possagnesi) e con il contributo dei fornaciai.

Il monumento al Buon Pastore è realizzato nel 1938 in occasione (1 maggio): congresso delle giovani di Azione Cattolica, a Possagno, con mons. Piovesana: “Le aspiranti della diocesi di Treviso dal mare all’Alpi, qui riunite in candido stuolo offersero al cielo coi fiori dei loro cuori i frutti del ventesimo della G.F. di A.C.”.

San Rocco
STRUTTURA ARCHITETTONICA MATERIALE DI COSTRUZIONE STATO DI CONSERVAZIONE
Pianta ottagonale inserita in corpi laterali (a est torre campanaria); tetto in coppi, sporto con cornici; ingresso: stipiti, architrave e cornice in pietra massiccia Pietra intonacata. Contorni finestre e portale in pietra di Possagno. Due acquasantiere laterali in pietra. Marmorino lesene. Non buono. Intonaco parzialmente scrostato mette a nudo uno strato più antico. Restaurato e ritinteggiato. Pietre in stato di consunzione e corrosione.
ANALISI DELLE SINGOLE OPERE
SOGGETTO DIMENSIONI E MATERIALI STATO DI CONSERVAZIONE CAUSE DEL DEGRADO GIUDIZIO ARTISTICO
1Pavimento in pietra quadroni bianco e rosa del GrappaPietraDiscreto
2Altare laterale lato ovest: San Giuseppe con BambinoPietraBuonoDita Bambino mancantiRilevante
3Altare laterale lato est: San Michele e dragoPietraBuonoRestauro scalfitture in gesso e cementoBuono
4Altare principale Altare in bianconeBuonoBuono
5Paliotto in gesso dell’altare principale Sacra FamigliaGesso - (Siro Serafin)BuonoRilevante
6Statua San Roccoh. 160x60 cm. - legno dipintoBuonoParte del dito indice mancante, due dita screpolateDiscreto
7Nicchie (2) laterali statuette di Madonna e CristoGessoBuonoDiscreto
8 Bassorilievo sopra portale80x60 - Marmo CarraraDiscretoDiscreto
9Affresco soffitto: simbolo TrinitàAffrescoDiscreto
10Torre campanaria
11Via Crucis capitelliIn pietra del Musc’è su disegno delSegusini
12Via Crucis bassorilieviIn gesso con sfondo oro donati da Pio XBuono
13Monumento al Buon PastoreGradoni e statua in pietraPessimoCoperto da rovi, arbusti e erba di ogni genere

Testo interamente tratto da: “Religiosità a Possagno” A cura dell’Assessorato alla cultura del Comune di Possagno, Edizioni Tipografia Melchiorri, Crespano del Grappa aprile 1994

Indirizzo

Località San Rocco, 31054 Possagno TV